martedì 7 aprile 2009

il corso correctly...

Sta prendendo sempre più campo il corso correctly UTR, un corso che a mio vedere non ha rivali nel suo campo e che altri cercano di imitare.
Tale formazione ormai è praticamente diventata, più che obbligatoria, indispensabile, per quei sub che vogliono avvicinarsi alle immersioni tecniche. Infatti si sta cercando di standardizzare, come già da molti anni è successo in altri campi, il modo di andare in acqua, così che ogn’uno in qualsiasi parte del globo si trovi e con qualsiasi compagno si immerga, non si debba trovare a dover interpretare i segnali fatti per attirare l’attenzione, oppure non debba andare a cercare i vari componenti dell’attrezzatura disposti a casaccio.
Purtroppo però, siccome la subacquea è uno sport non agonistico, dove la maggior parte delle persone che lo praticano, lo fanno soltanto per svago e non vogliono saperne di imposizioni dettate dalle varie didattiche, a mio vedere e ripeto solo ed esclusivamente a mio vedere, bisognerebbe trovare una soluzione che, si, ottimizzasse il modo di andare in acqua, ma nello stesso tempo lasciasse un po’ di libertà nella scelta e nell’assemblaggio dei componenti dell’attrezzatura. Cosa questa che solitamente non è permessa.
Ora a me piacerebbe ricevere le vostre impressioni ed i vostri giudizi su quanto scritto.
P.S. Sono spiacente, ma per cause di forza maggiore, vista la maleducazione di alcune persone che hanno scritto su questo blog, i commenti anonimi non sono più permessi!
Ciao a tutti venta.

sabato 28 marzo 2009

una serata interessante...

Serata veramente interessante quella a cui ho partecipato giovedì! L’argomento era improntato su i rebreathers, in special modo su uno in particolare l’Oroboros una macchina che dato il suo costo non è alquanto diffusa, in Italia credo ce ne siano pochissimi esemplari.
Il relatore della serata era un mio carissimo amico, che ha iniziato ad andare in acqua quando io facevo il divemaster, ed adesso mi ha superato alla grande. Sono rimasto contento di sentirlo parlare con disinvoltura di una cosa che io conoscevo solo per sentito dire, ma con la sua spiegazione, che per quanto mi riguarda è stata molto esaustiva, ha tenuto inchiodati per quasi un ora anche subacquei che ne sapevano molto di più.
Quindi voglio ringraziare questa persona per aver portato all’attenzione dei partecipanti una macchina così speciale e per aver saputo spiegarla con professionalità e disinvoltura, in più ringrazio anche gli organizzatori della serata per averci permesso tale evento!
Grazie a tutti venta.

mercoledì 25 marzo 2009

una pubblicità leale?...

Si sa che la pubblicità è un sistema informativo di gran effetto, infatti tutti i prodotti che vengono presentati in modo da colpire la massa, saranno sicuramente i più venduti.
Qui, entra in gioco l’immagine che viene data al prodotto e sicuramente una bella ragazza che fa da promoter sarà un buon inizio per la sua commercializzazione.
Ma io mi chiedo se è lecito far promuovere il prodotto in questione da una persona che è dichiaratamente appartenente ad un gruppo concorrente, se pur nello stesso tempo anche simpatizzante dello stesso?
Per me questa è concorrenza sleale, ma vorrei sentire la vostra opinione in materia!
Fatemi sapere!
Ciao a tutti venta.

lunedì 23 marzo 2009

il muraglione e c...


Dopo una lunga attesa causa avverse condizioni atmosferiche e non solo, finalmente ieri sono riuscito ad andare in quel di Livorno, per quello che d’ora in avanti sarà il passatempo domenicale per eccellenza.
Avevo già fissato questa immersione fin dalla metà della settimana, ma con il vento degli ultimi giorni non credevo proprio che fosse possibile immergersi, invece arrivando in vista del mare rimango subito strabiliato, vedendolo calmo come poche volte lo vediamo in questa stagione.
Ugualmente però non credo alle mie orecchie quando arrivato al diving, dopo aver salutato i vecchi ed i nuovi amici presenti ed i gestori non che anch’essi amici, alla mia domanda: ma si va là? Spartaco risponde: si, è possibile, ora sentiamo! Di li a poco, la cosa è confermata, si va al Muraglione!
Rituale preparazione dell’attrezzatura, carico sul gommone, controllando più volte di non aver dimenticato niente e pronti a partire, ma qui, arriva la parte migliore, infatti Spartaco mi offre di accompagnarlo nell’immersione di corso DECO DEEP che deve andare a svolgere. Io mi sento lusingato, dalla fiducia accordatami, ma anche un po’ preoccupato di non essere all’ altezza della situazione , se pur con varie immersioni del genere alle spalle, ma accetto con piacere.
Pronti partenza via! Dopo 6 miglia di navigazione, arriviamo sul luogo prefissato, da prima non vediamo il pedagno che segna il punto d’ancoraggio, ma poco dopo ci accorgiamo di essere proprio sul punto, scorgendo il segnale, lo raggiungiamo ed attracchiamo.
Pronti, vestizione effettuata con minuzia, senza trascurare alcun particolare, sapendo l’immersione che ci aspetta, io e gli altri due allievi scendiamo con un mono, invece Spartaco indossa il suo fido bibo, tutti siamo muniti di stage de compressiva in più Spartaco ne porta due dio scorta. Scesi in acqua, ci accorgiamo subito che pur essendo al largo la visibilità non è delle migliori scendiamo lungo la cima, arrivati sul fondo, la nostra guida dopo aver assicurato le due bombole di scorta alla cima di discesa, ci si sagola e prosegue fin sulla parete dove lascia lo spool come segnale, li valuta la visibilità e decide di non fare la parte fonda della parete. Ci facciamo il nostro giretto sui 40 metri dove rimaniamo fino al 30° minuto, dopo di che iniziamo la risalita, infischiandocene del computer ma facendo il sistema UTR dell’ ABT code, riemergiamo al 77 minuto, ma non prima di essersi persi i due allievi del corso. Ora io mi chiedo come abbiano fatto a perdersi lungo la cima, ma questo solo loro lo possono sapere, fortunatamente quando siamo arrivati in superficie vediamo le bolle a poca distanza e di li a poco anche loro emergono. Saliti gli ultimi sul gommone, si parte per il rientro a terra dove sappiamo aspettarci due bellissime e buonissime torte portata dalle due ragazze presenti Natasha e Francesca. Arrivati in porto incontriamo i partecipanti all’ immersione successiva, anch’essi tutti vecchi amici. Appena scaricate le attrezzature i lavori di sciacquatura e rimessaggio scorrono veloci, il tutto per poter assaporare le torte, che di li a poco verranno praticamente divorate dai presenti, tanto che erano buone! Mangiate le torte e bevuto il Berlucchi che non so chi aveva portato, il gruppo incomincia a sciogliersi, Naty Francy ed io andiamo a mangiare qualcosa ad un ristorante li vicino, dopo di che torniamo al diving dove nel frattempo erano rientrati anche quelli della seconda immersione, mi trattengo ancora un po’ a far due chiacchiere ed alla fine decido di intraprendere il viaggio di ritorno verso casa.
Parto con la felicità nel cuore, felicità di aver passato una giornata in compagnia di buoni amici, di aver fatto una bella immersione e per essere stato in acqua con il mitico presidente dea Sub Way.
Grazie a tutti per la bellissima giornata ed un grazie speciale al Sub Way!
Siete miticiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao venta.

lunedì 23 febbraio 2009

l'Elba mancata...

Erano le 6.30 quando ieri mattina mi sono alzato tutto contento per andare ad immergermi nelle acque dell’Elba, anche perché si preannunciava un immersione in un posto nuovo. Parto alle 7.00 e dopo la classica fermata per la colazione e circa un ora e mezza di macchina arrivo a Perelli dove trovo già Spartaco e Patrizia ad aspettarmi, di li a poco arrivano anche gli altri tre membri del gruppetto, pronti scarichiamo le attrezzature e ci accingiamo a montarle (c’era chi le aveva già montate per metà), ma a quel punto il proprietario del diving, che nel frattempo era arrivato con il gommone, ci dice: aspettate mi sa che non si và!
Per quale motivo chiediamo noi, si è bucato il gommone ci risponde, al momento ci guardiamo increduli, ma non era affatto uno scherzo di carnevale, era vero uno dei laterali sbollava in acqua. Ci dice anche: non ci sarebbero problemi, ma partire così!
Quindi dopo varie telefonate in giro, la casistica ricade sul mitico Deep Inside, il quale è sempre pronto ad accogliere gli amici sub. Li prenotiamo l’immersione delle 11.00 sperando di arrivare in tempo, arriviamo attorno alle 10.30, ci sono già alcune persone ed anche amici di vecchia data, salutiamo tutti e veniamo accolti dai saluti di tutti (qualcuno non accenna nemmeno a salutarmi, ma avrà avuto le sue buone ragioni), capiamo da subito di aver messo un po’ in crisi Mauro ed Elisabetta, ma loro non si perdono d’animo e ci accomodano, la gente continua ad arrivare e ben presto il gommone si riempie, ma in perfetto orario un po’ stretti ma contenti riusciamo a partire, con destinazione Le Gorgonie.
Arrivati sul posto ci accorgiamo da subito che la situazione non è delle migliori, ma ugualmente scendiamo in acqua, il gruppo da noi composto capitanato da Spartaco scende lungo la cima dell’ancora accorgendosi metro dopo metro che la visibilità è veramente pessima, io l’ho stimata in non più di un metro, arrivati sul fondo ci accorgiamo anche che l’ancora non è dove dovrebbe e da subito perdiamo il contatto con il gruppo, ma dopo pochi istanti ci ritroviamo, ma di li a poco ancora una volta due componenti si staccano e non saranno ritrovati che in superficie. Facciamo la nostra immersione sulle gorgonie fonde, dove bellissimi rami di gorgonia ci appaiano in quantità. Raggiunti i minuti preventivati di fondo ci accingiamo a rientrare lungo il canale, sempre con Spartaco alla guida del l’esimo gruppetto, ad un certo punto lui devia dal canale, ma nello stesso momento si accinge a effettuare le manovre per la risalita in libera senza l’ausilio della cima, sicuro che ormai non sarebbe stata trovata, in quel momento io mi sposto poco più in là, sempre tenendo d’occhio il gruppo e girandomi per un istante in direzione opposta cosa non ti vedo ai mie piedi, niente meno che l’ancora stessa, esultante di gioia faccio per dirigermi verso il gruppo dei miei compagni, ma li vedo che anch’essi si dirigono in direzione dell’ancora, infatti loro avevano scorta la cima, in somma la bravura di Spartaco ed il culo del venta ci avevano salvato ancora una volta. Risaliamo, rispettando i nostri tempi di deco da fare ed arrivati in prossimità della superficie mi trovo davanti dei sub attaccati ad un pedagno che fortuna nella sfortuna non avevano si trovato l’ancora ma erano ugualmente sotto il gommone.
Dopo aver raccolto tutti i sub salpiamo l’ancora e torniamo a diving dove Elisabetta ci attende con un bel piatto di pasta e una colomba portata da Patrizia. Mangiamo, sciacquiamo, riponiamo e conversiamo come al solito. In soma giornata divertente anche se non siamo andati all’ Elba!
Grazie a tutti a quelli belli ed a quelli brutti per la bella giornata!

venerdì 13 febbraio 2009

un negozio per amico...

Nella mia città, Montecatini Terme, esiste un negozio che vende quasi esclusivamente atrezzature per la subacquea e devo dire che è uno dei più forniti che io conosca, anche i loro prezzi di vendita se confrontati con quelli delle grandi catene di distribuzione o anche con quelli di altri negozi, non sono certo dei più alti, per non dire più bassi.
Il nome di tale negozio è: R-Sub, tale esercizio, ha risolto senza problemi e con spesa che a mio vedere risulta alquanto modica, un problema ad un membro del Sub Way, infatti Sergio (sise) dopo aver consultato varie fonti non era riuscito a trovare chi gli sostituisse l'attacco INT del suo primo stadio Cressi con un attacco DIN, a quel punto intervenni io che mio offrii di sentire tale centro assistenza per poter risolvere il propblema.
Mi misi in contatto con il titolare il quale mi diede subito parere favorevole.
al ritorno dalla vacanza Sergio, mi ha portato l'erogatore e stasera sono passato dal negozio, arrivato li il titolare ha guardato il primo stadio ed mi ha detto che forse non aveva il pezzo, ma subito controllando in una delle molteplici bacheche espositive si è accorto che aveva un primo stadio nuovo uguale, lo ha preso, smontato e rimontato su quello che io gli avevo portato, durante tale operazione ha visto che il filtro era sporco, lo ha pulito e rimontato, il tutto in pochi minuti fra una chiacchiera e l'altra, senza spese supplementari e sempre con assoluta competenza.
Ecco che in pochi minuti è stato risolto ,il problema di Sergio.
Grazie a gli amici che gestiscono R-sub!

lunedì 26 gennaio 2009

la configurazione VENTANIANA...

In campo subacqueo negli ultimi tempi, ci sono stati vari scambi di opinioni fra simpatizzanti del settore non troppo pacati, anzi, scoppiati in divergenze difficili da appianare, il tutto dovuto ad alcune differenze sulla configurazione.
Pare che alla fine sia stato appurato che la configurazione Hogartiana sia la migliore in fatto di sicurezza e funzionalità, tanto che varie didattiche la mettono come OBBLIGATORIA per poter conseguire i vari brevetti TEK.
Su questo mi dispiace ma avrei qualcosa da obbiettare, tanto che ho elaborato una mia configurazione, la quale ritengo attualmente la migliore e la più sicura da adottare in acque libere (per acque libere intendo mare aperto, relitti compresi, in somma escludo solamente le grotte.).
Adesso vi vado ad illustrare,le differenze e le affinità con la configurazione sopra citata.
Innanzi tutto il GAV, che come quello che richiede la filosofia DIR è un tutto dietro, possibilmente con schienalino d’acciaio, in modo da spostare il peso più in alto, per acquistare più idrodinamicità e ridurre il peso in cintura, ma gli spallacci a differenza dei gav tecnici deve avere un sistema di sgancio a clip, meglio se d’acciaio ( in commercio si reperiscono clip d’acciaio) e se regolabile, tipo gav ricreativi. Mentre al ventre come tutti i gav tecnici, deve essere fissato con una cintura con fibbia a sgancio rapido e regolabile (modello cintura dei pesi) alla quale deve essere fissato un occhiello con clip al quale verrà fissato il sottocavallo che ritengo sia insostituibile, in più deve avere un ulteriore fissaggio sternale anch’esso munito di clip a sgancio rapido e regolabile.
Passiamo alla disposizione delle fruste ed ai loro fissaggi, il metodo dir prevede per il primo erogatore una frusta lunga 2,10 metri la quale dopo essere passata sotto il canister della torcia od il coltello fissati alla cintura ventrale sulla destra, deve passare dietro il collo da sinistra, in modo da uscire dalla parte destra prima di essere messo in bocca, tale erogatore deve essere usato anche come eventuale fonte d’aria alternativa. Mentre il secondo erogatore deve avere una frusta di circa 60 centimetri, deve provenire da destra ed essere fissato al collo con un elastico in modo che risulti di facile reperibilità in caso di necessità.
La mia configurazione invece prevede che la frusta del primo erogatore sia lunga 60 centimetri , provenga da destra e passando sopra la spalla vada direttamente alla bocca, mentre quella del secondo, usato anche come fonte d’aria alternativa, lunga un metro e proveniente da destra, deve essere fissata ad un apposita clip che a sua volta è fissata a un d ring nella parte bassa del cinghiaggio destro e da li l’erogatore risale fino ad essere fissato con un laccio elastico al cinghiaggio dello sternale destro, in modo da essere facilmente reperibile e di rapido sgancio anche da parte del compagno. Le fruste che provengono da sinistra invece devono rimanere nella parte sinistra del gav, quella del manometro deve fare lo stesso giro di quella della fonte d’aria alternativa, solo dall’altra parte, quella del vis lunga 60 centimetri proviene da sopra la spalla sinistra e dopo essere stata fissata al corrugato con un apposita clip, va ad agganciarsi al gruppo di carico, mentre quella dell’ eventuale muta stagna, passa sotto il braccio sinistro e si aggancia alla valvola di carico.
La torcia, che quasi tutti i sub portano, non deve essere munita di pacco batterie separato, o se ne è munita, deve essere portata in mano o infilata nella stessa, esclusivamente dalla stessa parte di dove è posizionato il pacco batterie, questo fa si che tutto quello che proviene da destra rimanga nella parte destra del GAV, mentre tutto quello che proviene da sinistra rimanga nella parte sinistra del GAV.
Tutto ciò è dato dalla necessità che si verifichi un caso dove è necessario togliere il gav (vedi eventuali impigliamenti) in tempi relativamente brevi e senza traumatizzare ulteriormente l’eventuale vittima con varie manovre complesse e continuando a farle tenere il suo erogatore in bocca fino ad avvenuta manovra. Infatti come avrete notato leggendo la parte centrale del gav è libera da ogni intralcio e quindi facilmente apribile, cosa favorita anche dalle clip a sgancio rapido presenti sul gav.
Questa a mio vedere è la migliore configurazione per quanto riguarda la sicurezza in acqua.
Invito tutti i lettori di questo blog a fare una riflessione su quanto sopra citato.
Ciao a tutti VENTA.