Negli ultimi tempi si parla tanto di tecniche di immersione, innovative, che sicuramente danno i loro frutti e che a mio vedere sono tanto utili quanto inutili!
Questa premessa, serve per portare l’esempio di persone che adottando almeno in parte tali tecniche ( vedi frusta lunga), spengendo il cervello!
Proprio ieri nell’immersione nelle quale ho incontrato l’omone, assieme a me c’era in barca un signore che io non conoscevo. Da subito dopo la partenza incomincia a menarla sul luogo di immersione, una volta stabilito il luogo incomincia a menarla sul punto preciso dove ancorare, a quel punto io come al solito mi metto in disparte e faccio decidere ai grandi.
Una volta ancorati, come di consueto, scendo assieme al mio compagno, arrivati sull’ancora, noto che è stranamente posizionata su di una piccola sporgenza, di una parete a picco, anche se alta solo un paio di metri o poco più.
Da li, il mio compagno ed io partiamo in direzione della parete che sapevo benissimo dove si trovava, arrivati su di essa, il mio compagno anche dietro mia indicazione ( ma son sicuro lo avrebbe fatto ugualmente), piazza il nostro pedagno segna posizione.
Svolgiamo tranquillamente, si fa per dire vista la visibilità, la nostra immersione, ritornando, incontriamo il pedagno , lo rimoviamo, poche pinneggiate ed eccoti l’ancora. Risalita fino in superficie in libera vicino alla cima, salita in barca e tuffi di rito!
Ma non appena il tizio in questione mette la testa fuori dall’acqua, lo sentiamo parlare con il suo compagno e dire che l’ancora era un metro, ripeto un metro più in basso di dove l’avevano trovata all’andata e quindi non era facile da ritrovare.
Allora io mi chiedo a cosa serve essere iper assettati, iper atrezzati, se poi non si riesce a trovare un ancora che è caduta un metro più in basso?
Il mare è un banco prova e non tutti sono buoni a superare tale prova!
1 commento:
non aveva le pinne originali senno sarebbe stata tutta un'altra immersione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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