mercoledì 10 agosto 2011
Un fine settimana a Moneglia e sul Cargo Armato...
Moneglia, una piccola cittadina situata in un insenatura delle
scogliere a picco sul mare nella riviera di levante della Liguria
tanto che per potervi accedere l'uomo ha creato la famosa strada delle
gallerie, è proprio questo il nome della strada che collega Devia
Marina a Sestri Levante passando proprio per Moneglia. Questa
particolarità rende il posto molto suggestivo simile ad un paesaggio
da favola. Proprio qui la mia compagna ha deciso di passare un breve
periodo di vacanza assieme a le sue figlie e con l'aiuto di sua madre
si è stabilità in un campeggio a picco sul mare anch'esso molto
suggestivo. Qui, ho passato il fine settimana in loro compagnia!
Arrivo Sabato pomeriggio attorno alle 16.00 dopo aver percorso con il
mio fido T MAX i circa 150 chilometri che mi separavano dalla meta (
di cui circa 130 in autostrada fino all'uscita di Devia Marina ed i
restanti lungo le suggestive strade liguri). Ad accogliermi trovo la
mia compagna che mi accompagna nelle fasi di parcheggo dello scooter e
di accoglienza al camping. Dopo di che raggiungiamo il resto della
famiglia sulla spiaggia sottostante, dove le bambine mi accolgono
molto calorosamente come al solito con baci ed abbracci mi rimane
appena il tempo di salutare la madre della mia compagna che le bambine
vogliono andare a fare il bagno, io, di questa iniziativa ne sono
contento, dopo una settimana passata al lavoro un bel bagno
ristoratore ci voleva proprio. Il pomeriggio trascorre serenamente ma
arriva l'ora di tornare alla base le bambine non sono molto daccordo
però riusciamo a convincerle a rientrare. Arrivati al camper e posate
le attrezzature di spiaggia, ci attende un lavoro che farà divertire
molto anche le bimbe, montare una piccola tenda ad igloo per passare
la notte. L'operazione si svolge rapida dato il coinvolgimento di
tutta la famiglia nonna compresa la quale, ha rivissuto per un attimo
i tempi dei campeggi in tenda con la sua famiglia. Finito il
montaggio, ci dedichiamo alla doccia ed alla cena che la nonna prepara
con cura e buon gusto. Finita la cena, metre la nonna si concede un
meritato relax, le bambine giocano con gli altri bambini conosciuti al
campeggio, la mia compagna ed io, ci dedichiamo al lavaggio e
rimessaggio delle stoviglie. Trascorre ancora un pò di tempo ma le
bimbe sono stanche anche se di andare a dormire non ne vogliono
sapere, così che la mamma decide che è ora di andare a letto, questa
fase le porterà via circa un ora in cui io mi appisolo su di una
comoda sedia da campeggio! Adesso, ci aspetta una seratina di relax
che spendiamo per le vie di Moneglia ed al tavolo di uno dei suoi bar
più frequentati, di fronte a due Mojto a parlare di tante cose fra cui
il futuro. Fra un discorso ed un sorso di Mojto si raggiunge la
mezzanotte ora che per la maggior parte dei vacanzieri significa
l'inizio della movida, ma per noi segna l'ora del rientro anche in
previsione di cosa ci aspetta il giorno seguente. Percorriamo il
sentiero che porta al camping fernandoci di tanto in tanto ad ammirare
le luci sullo splendido golfo di Moneglia. La notte passa
tranquillamente nella piccola tenda anche a causa della novità.
Attorno alle 7.00 i nostri vicini di tenda cominciano a produrre
rumori che ci destano dal tranquillo sonno ma la cosa non ci disturba
più di tanto, visto che di li a poco ci saremmo dovuti ugualmente
alzare perché il nostro passatempo preferito ci attende. Avevano
infatti prenotato giorni prima un immersione con il Punta Rospo diving
di Moneglia. Vista la sveglia fuori programma e le attrezzature già
pronte in macchina arriviamo al diving con largo anticipo. Scarichiamo
le attrezzature, il tempo di parcheggiare l'auto nella vicina piazza e
ci presentiamo all'unica persona presente al diving chiedendo
delucidazioni sul da farsi, visto che è la prima volta che utilizziamo
questa struttura per le nostre immersioni. Ci viene detto che dovremo
aspettare colui con cui avevamo parlato durante la prenotazione e che
sarebbe arrivato a momenti. Intanto altri sub arrivano alla
spicciolata, essi incominciano a preparare le attrezzature, noi
dobbiamo ancora aspettare, consultando l'orologio e conoscendo i
nostri tempi di montaggio delle attrezzature decidiamo che ci possiamo
concedere una passeggiata in città ed un caffè. Così facciamo,
rientrando al diving dopo una ventina di minuti, il tizio in questione
non è ancora arrivato, ma di li a poco eccotelo. Li diamo il tempo di
parlare con gli altri dello staff poi ci avviciniamo lui da subito
rammenta la nostra prenotazione ci saluta e ci dà i moduli da
compilare per lo scarico di responsabilità, una volta compilati e
riconsegnati ci comunica che l' immersione a noi destinata, visto le
condizioni del mare che nella notte si era un pò alzato sarà un
relitto e non la parete preventivata. Io chiedo di quale relitto si
trattasse e con mia sorpresa mi comunica che sarebbe stato il Cargo
Armato. Ci affrettiamo a preparare le attrezzature tanto che come al
solito siamo pronti fra i primi, carichiamo il tutto su di una barca
che all'apparenza sembra più un guscio di noce che una barca ma che
poi grazie anche al suo motore fuoribordo dotato di discreta potenza
si rivelerà una discreta imbarcazione anche in situazioni difficili.
Assieme a gli altri cinque (uomo barca compreso) avventori salpiamo
alla volta del punto d.ormeggio situato di fronte al porto di Lavagna.
Durante il tragitto il mare fà un pò i capricci ma niente di cui
preoccuparsi intanto i presenti incominciano a parlare del relitto,
del modo e dei tempi d' immersione, io mi comporto un pò da neofita
pur sapendo dentro di me che il sito non mi è affatto sconosciuto
avendoci negli anni passati effettuato una decina di immersioni
almeno. Arriviamo sul posto dopo una trentina di minuti, ormeggiamo
sul pedagno che si leva dalla murata di dritta del relitto posto su di
un fondale di 36 metri e quindi adatto alla maggior parte dei sub.
Indossiamo le attrezzature e via in acqua, una leggera corrente di
superficie ci costringe a pinneggiare per raggiungere il gavitello che
utilizzeremo anche per la discesa se la corrente ci dovesse aggredire,
ma messa la testa sotto ci accorgiamo che la corrente presente in
superficie è scomparsa, continuiamo la discesa ed intorno ai 12 metri
la sagoma del relitto appare, quindi, la visibilità solitamente scarsa
in questo punto sarà sicuramente buona. Arrivati sul relitto, la sua
morfologia mi appare subito familiare anche dopo alcuni anni di
assenza, quindi iniziamo la sua esplorazione ma purtroppo notiamo
l'assenza di pesce, infatti, soltanto un gruppo di Castagnole, uno
Scorfano ed un Aragosta fanno la loro apparizione. L'esplorazione del
relitto continua illuminando tutti i buchi, gli anfratti e con qualche
penetrazione all'interno nelle zone relativamente sicure. Il tempo
scorre inesorabile e dopo una ventina di minuti il computer ci ricorda
che dobbiamo risalire. Stacchiamo dal relitto ed iniziamo a risalire
luogo il gavitello di ancoraggio, l'assensa di corrente ci permette di
rimanere in "libera" sensa perdere di vista la cima. Un altra ventina
di minuti ci separano dalla superficie, la mia compagna ed io
affioriamo per primi, c'è ancora un pò di corrente ed il mare è
fortemente increspato, ma la cima presente in superficie e l'ampia e
comoda scaletta ci permettono di salire a bordo sensa problemi. Poco
dopo anche gli altri componenti del gruppo salgono a bordo e siamo
pronti a salpare. All' avviamento il motore fà i capricci e vedo la
faccia del barcaiolo rabbuiarsi, non mi preoccupo molto, visto che
siamo a vista del porto di Lavagna. Pochi tentativi ancora e
finalmente si avvia, molliamo l'ormeggio ed iniziamo la navigazione
verso Moneglia, non prima però di esserci mangiati un pezzo di
focaccia offerta dal diving. La navigazione si rivela un pò
difficoltosa e questa volta il capitano non nasconde la sua
preoccupazione, il mare mosso fà si che le onde entrino in barca e
colpiscano gli occupanti in faccia, io, non mi pongo questo problema,
essendomi seduto a poppa e mantenendo lo sguardo all' indietro. La
barca comunque regge bene e dopo una quarantina di minuti (10 in più
dell'andata a causa del moto ondoso e del vento contrario) approdiano
nel sicuro porto di Moneglia! Le operazioni relative allo scarico, al
lavaggio, al rimessaggio delle attrezzature ed a una doccia calda, ci
porta via ancora una quarantina di minuti, alla fine dopo aver pagato
il dovuto ed aver salutato il ragazzo del diving con la promessa di
ritornare per un altro tuffo, ci dirigiamo alla macchina contenti del
tempo trascorso e dell' immersione fatta. Pochi minuti e siamo
nuovamente al camping, la nonna stà preparando il pranzo, una delle
bimbe stà giocando assieme a gli altri bambini presenti, ma una manca,
la nonna ci comunica che ha fatto un pò i capricci ed è voluta
rimanere in spiaggia assieme ad alcune ragazze più grandi conosciute
li. A quel punto la madre preoccupata per la mancanza di una
supervisione affidabile, decide che e bene andare a recuperarla, io
decido allora di accompagnarla. Percorriamo la scalinata ed il
sentiero che porta in spiaggia velocemente, ed arrivati li troviamo la
bambina che stà giocando, sua madre a quel punto si avvicina e la
rimprovera, dicendole poi di seguirla a casa. I capricci non accennano
a diminuire ed il ritorno verso "casa" sarà irto di continue soste
fatte allo scopo di poter rimanere in spiaggia, ma la madre con la sua
flemma riuscirà a portarla fino alla meta. Arrivati li, c'é ancora da
fare un piccolo lavoretto prima di pranzo, smontare la tenda che il
giorno prima avevamo montato e dove avevamo passato la notte. La
bambina più piccola ci accompagna in questa breve operazione,
divertendosi moltissimo. Alla fine del tutto ci aspetta il delizionso
pranzetto preparato dalla nonna, che consumiamo quasi con voracità
vista la fame presente in tutti i componenti dela famiglia. Il
pomeriggio, visto il tempo cupo ed il mare mosso prosegue nei pressi
del camper, le bambine giocano con i loro amichetti, gli adulti con un
gioco da tavolo molto divertente! La giornata praticamente si conclude
con una squisita pizza consegnata a domicilio da una pizzeria di
Moneglia. Finita la cena arriva il momento dei saluti, io purtroppo
devo rientrare alla "base". Baci ed abbracci si susseguono in
quantità, ma il mio fido T MAX si avvia, un ultimo bacio a tutti e via
verso casa dove arriverò tranquillamente dopo circa cento minuti di
viaggio. Concludendo ringrazio: per primo ma non per importanza il mio
T MAX, il quale mi ha permeso di effettuare il viaggio in assoluta
tranquillità e dopo la mia compagna e la sua famiglia che mi hanno
permesso questa breve e divertente vacanza ospitandomi e facendomi
come sempre sentire una della famiglia! Ciao alla prossima avventura
Venta!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commento:
Il Cargo Armato, sarebbe un relitto su cui organizzare un'uscita visto che è adatto praticamente a tutti con i suoi 36 metri di profondità massima. Forse, ci divertiremmo un pò tutti con un immersione diversa! :-)
Posta un commento